Palermo, in bianco

“Sicilia? Guarda che a Dicembre qualche volta si fa il bagno in mare!”
“Tanto al sud fa caldo, cosa te lo porti a fare il cappello?”
“Magari torni abbronzata!”

Le ultime parole famose.

Il periodo subito dopo Natale porta con sé la gioia delle lucine e delle giornate appena trascorse, ma ha sempre qualcosa di malinconico, la sensazione di qualcosa di finito e poca voglia di riprendere la normale routine. Così, quale miglior soluzione di un’amica e una valigia da riempire per cambiare ritmi qualche giorno.
Tutto comincia da un cappotto leggero e da una valigia che sa più di primavera che di inverno, dai guanti e il cappello lasciati a casa e dal rimpianto di non aver portato gli stivali con il pelo.
Quattro giorni per scoprire un’intera città, quattro i quartieri più centrali della città e quattro gli strati di vestiti indossati.

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Siamo partite dal Mercato del Capo e non potevamo cominciare meglio. Tra gli schiamazzi, il pesce fresco, le verdure che non si trovano a Bologna, l’odore di origano e i cucunci abbiamo fatto una full immersion nella Palermo di strada.
Poi Mercato delle Pulci e una ruota di carro vecchio che prima o poi tornerò a comprare, il Teatro Massimo e la sua cascata di luci e stelle di natale e la fuga a Mondello per vedere il mare.

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Niente costume, niente sole e niente bagno, ma un temporale in arrivo e il mare in burrasca. Nulla ci ha fermato e lo spettacolo dell’arcobaleno sul mare è stato una sorpresa fantastica.
(Tralasciamo la successiva corsa sotto la pioggia e i litri di acqua nelle scarpe: ne è valsa la pena!)

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Se era il sole che cercavamo è la neve che abbiamo trovato. “Una Palermo così non si vedeva dall’83” diceva la gente e quindi mannaggia al cappello lasciato a casa, ma che spettacolo!
Stupendo andare a vedere Monreale e la sua cascata di mosaici, stupendo anche essere colti da una nevicata improvvisa che congela le mani e imbianca le strade e rifugiarsi alla Taverna del Pavone per due ore di caldo e una cucina più di montagna che di mare.
Stupendo anche (a posteriori!) chiedere un passaggio a una coppia di francesi per tornare in città, perchè tutto il traffico è bloccato e i mezzi pubblici non riescono a salire per la neve!
Affascinante vedere lo stupore dei giovani che non hanno mai visto la loro città così bianca e irreale comprare un paio di guanti e accorgersi che le previsioni di valigia sono state tutte sbagliate.

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Non c’è che dire, una Palermo surreale e anticonvenzionale, un regalo di Capodanno irripetibile. Se il freddo ci congelava sapevamo, però come tenere in caldo lo stomaco. Poi dovevamo provare tutto, no?
Così se vi trovate da quelle parti molto, ma molto, affamati dovete provare La Corte dei Mangioni, non ho mai visto delle porzioni così grandi. Trovate tutto, pesce o carne che desideriate, di certo uscirete soddisfatti e con la pancia piena.
Se invece volete provare una Palermo un po’ più “americana” fate un salto da Zangaloro e ordinate l’hamburger che più vi rappresenta.

Il 2014 si sta per chiudere, ci perdiamo per le stradine della Kalsa, un salto veloce alla Vucciria e a Ballarò, ci godiamo l’ultimo tramonto di quest’anno, ci prepariamo a un cenone, per il quale solo con la lista della spesa siamo ingrassate di due o tre kg, e al countdown in Piazza Politeama mischiati nella folla di turisti e palermitani.
Ti aspettiamo 2015!

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Il primo giorno del nuovo anno ci fa scoprire una Palermo con il sole e qualche grado di più, ma anche una Palermo deserta e assonnata che si risveglia a poco a poco. Prima di ripartire dobbiamo provare l’Antica Focacceria San Francesco perchè “se non la provi, non sei stato a Palermo”.
A pancia piena c’è solo una cosa da dire: chi ci torna più a casa? C’è pure il sole ora!
Benvenuto 2015, già mi piaci assai.

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