Ricominciamo? Forse no.

Ricominciamo?
È doveroso, però sì ecco, forse no.
È che ricominciamo non mi piace molto come parola, ripetere, ricominciare, ripartire. No, non sono pronta, non voglio fare questa volta come mille altre volte: pregustarmi tante novità e poi rifare sempre gli stessi errori. Rifare, appunto. Incappare sempre negli stessi ostacoli.
No, non ricominciamo. Cominciamo, semplicemente.

Un nuovo anno, un nuovo inizio.
So bene che Settembre non è un nuovo giro di calendario, ma chissene importa, chi li ha stabiliti i tempi, i confini e la fine dei miei articolati pensieri? Nessuno. Ecco perché per me ogni volta Settembre è un nuovo inizio.

Ma se Settembre è un nuovo inizio, perché mi fa così paura? Ho quasi l’ansia da prestazione e dire che non è di certo cambiato molto da Luglio o da Giugno. Allora cosa?
Lo so perché ci fa così paura. Ci ho pensato.
Ci fa paura perché ci sentiamo migliori, ma di Settembre ne abbiamo già passati. Ci sentiamo pronti a cambiare il mondo, come durante il conto alla rovescia di capodanno, come nelle notti estive più felici, come durante una giornata d’amore. Ci sentiamo pronti ad incanalare tutte le nostre energie in quello che veramente vogliamo, nei desideri che abbiamo custodito tutto l’anno, nei pensieri che abbiamo fatto sul lettino in riva al mare.

“Quest’anno mi do allo yoga, mangio poca carne, il vino solo una volta alla settimana, le patatine fritte proprio no”. Vogliamo essere migliori, ma sappiamo di essere umani: imperfetti, a volte pigri, accondiscendenti e al tempo stesso, a volte, fin troppo severi.
Dunque chi ci fa paura forse siamo noi, noi che temiamo di non crederci abbastanza, di non avere abbastanza voglia, di accontentarci, di sopprimere lentamente sotto il tran tran quotidiano questa voglia di fare di più, di saltare l’ostacolo e andare a vedere se territori non esplorati possono essere migliori.
Ieri ho riletto i miei propositi scritti quasi un anno fa e presa quasi dallo sconforto nel comprendere che avevo sbagliato proprio dove mi ero ripromessa di non sbagliare, ho pensato che il miglior proposito di quest’anno è non avere propositi, ma ascoltarsi. Questo basterà? Non lo so, ma è la parte più complicata e imparato questo, tutto il resto verrà da sé.
Ascoltiamoci meglio, comprendiamo cosa vogliamo veramente, poi la strada per agire si troverà.
Settembre ti aspettiamo, cominciamo.
La colonna sonora più bella saremo noi, e nulla ci mancherà.

Testa nel frigo

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