Torta salata a modo mio. Appunti sul Natale

Natale

Con questi giorni di festa abbiamo ufficialmente inaugurato le cene di Natale, il pandoro, il panettone e pure la cioccolata fusa sopra. Abbiamo inaugurato i regali e il rosso un pò ovunque.
Love actually e Mamma ho perso l’aereo, i calzettoni con le renne, le corone di stelle, il bis di primi, i centrotavola, gli auguri scritti, i libri ricevuti doppi, i guanti, i regali riciclati.
Possiamo iniziare a pronunciare frasi come “tanti auguri” senza che nessuno risponsa “si dice in bocca al lupo”, possiamo scrivere a Babbo Natale o semplicemente al babbo.
E’ il periodo dell’anno in cui chiunque fa buoni propositi, con la convinzione che il regalo di Natale sia la forza di rispettarli, anche se la forza di rispettare il “dopo le feste faccio la dieta” abbiamo capito che Babbo Natale non la porta mai.
Attendiamo con terrore e angoscia la fatidica domanda al pranzo di Natale della zia “quest’anno ce l’hai il fidanzato?”, ma abbiamo già pronta la frase “questa volta il tabellone della tombola lo tengo io!”, per cambiare prontamente discorso.
Abbiamo inaugurato anche le candele accese, i sabati sera tra divano e coperta, la corsa al regalo più desiderato e a quello più inutile, i tortellini in brodo, le cene di Natale che si fanno dopo Natale, gli alberi addobbati nelle campagne, i last minute, i cappelli con le orecchie, la fine del pranzo alle quattro, la tisana ai frutti di bosco (anche se io voto per finocchio e liquirizia, pure a Natale), le mutande rosse, gli orecchini a lampadario, i vetri appannati, i “basta il pensiero” e i pensierini.
Michael Bublè, Mariah Carey, i canditi scartati, la frutta secca, le renne e le campane a festa.
Attendiamo con ansia cappelli e sciarpe che qualcuno ci regalerà ed è ufficialmente arrivato il momento di iniziare con la frase “Cosa fai a capodanno?” che se vogliamo è quasi peggio di “Dobbiamo parlare“.

torta salata

Questa torta ha inaugurato le mie cene di Natale, è bella come una ghirlanda e buona come ogni piatto semplice.
E’ un esperimento nato in una giornata particolarmente creativa, poi rifatto e perfezionato.
Con lo yogurt e la farina integrale potete fingere che sia dietetica, ma il segreto lo sa solo il ripieno.
Lascia spazio a tanta creatività, giusto perchè ci piace essere sempre originali e fare Natale a modo nostro!

Ingredienti:

Per la pasta:

  • 150g farina 00
  • 150g farina integrale
  • 50g di burro
  • 1 uovo
  • 3/4 cucchiai di yogurt bianco
  • un pizzico di sale

Per il ripieno:

  • 450g di spinaci
  • 250g di ricotta
  • 4 cucchiai di parmigiano
  • 2 uova
  • sale, pepe e noce moscata

Per preparare la torta salata iniziare dalla base, impastando le due farine con il burro, aggiungere l’uovo e lo yogurt e completare con un pizzico di sale.
Stendere l’impasto con un matterello e rivestire uno stampo ricoperto di carta da forno (a me piaceva l’idea di lasciare i bordi alti, in modo da presentarla in maniera originale, ma se preferite potete andare sul classico e rifilarli con una rondella).
Per preparare il ripieno cuocere in una padella antiaderente con un filo di olio gli spinaci, una volta pronti e raffreddati scolarli dell’acqua in eccesso e sminuzzarli con un coltello.
Mescolarli alla ricotta, aggiungere le uova, il parmigiano, sale, pepe e noce moscata.
Aggiungere il ripieno alla base e infornare tutto in forno statico a 170°C per circa 40 minuti.

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